I NOSTRI CAMPIONI
Quest'anno, per l'Italia sportiva, è un anno speciale perché a Torino si sono appena concluse le Olimpiadi invernali. I Giochi olimpici si svolgono ogni due anni, facendo alternare quelli invernali, che si svolgono sulla neve e sul ghiaccio, e quelli estivi, che comprendono tutte le gare di atletica leggera, il calcio, la pallavolo, il basket insomma tutti gli sport che non si svolgono sulla neve e sul ghiaccio.
I giochi olimpici di quest'anno sono stati ufficialmente aperti dal Presidente della Repubblica Italiana, Ciampi, che ha fatto un discorso dopo l'accensione del bracere olimpico, che è avvenuta accompagnata da fuochi d'artificio. La celebrazione di quest'anno mi è piaciuta molto, perché aveva una coreografia eccezionale; hanno realizzato un ricordo anche delle usanze del passato fino ad arrivare a quelle di oggi; anche la sfilata è stata molto bella e quando, alla fine, la Nazionale Italiana ha fatto il suo ingresso, tutti si sono messi ad applaudire per la gioia. Il giorno successivo, il Sabato, si è aperto con la gara di slittino dove il nostro rappresentante, Armin Zoeggeler, era il favorito ed è riuscito a vincere la medaglia d'oro. Gli unici avversari che poteva temere erano quelli che nella prima manche si sono piazzati dietro di lui. Quando l'ho visto scendere ho capito subito che vinceva, perché dopo le prime curve ha cominciato a guadagnare sempre di più fino a che è arrivato con un vantaggio enorme. Lo slitttino, per me, è lo sport più pericoloso insieme alla discesa libera, perché vanno a velocità pazzesche, anche a 120 Km/h e alcuni si fanno male. L'incidente più grave che è capitato è stato nella discesa libera, dove una ragazza è stata portata all'ospedale con rottura del femore e un colpo alla testa.
Un'altra gara che mi è molto piaciuta è stata la Combinata Alpina dove gareggiava Giorgio Rocca, il più famoso sciatore italiano. Nella combinata si svolge la sua specialità, lo slalom speciale e anche se nella prima manche era settimo tutti sapevamo che era capace di arrivare sul podio. Così quando l'ottavo è arrivato in fondo Giorgio è partito. I primi paletti li ha fatti molto bene, però poi nella metà della discesa ha sbagliato e ha perso molti centesimi. Così è arrivato in fondo, era primo però poteva fare molto meglio. Il sesto, era molto vicino al tempo del nostro rappresentante, forse era secondo, ma tagliato il traguardo, il suo tempo era migliore di quello di Rocca di un centesimo! All'inizio non ci credevo, non avevo mai visto due tempi così vicini. Mi sembrava impossibile che Giorgio Rocca avesse perso per un centesimo. Così sono scesi gli altri cinque con un tempo migliore, l'italiano era quinto. Ora doveva scendere il primo, Benjamin Raich. Partito, Giorgio era quinto, Raich era a metà, ma è stato squalificato, perché aveva inforcato, era passato con uno sci fuori dal paletto, facendolo passare sotto le gambe. Così Giorgio ha perso il podio per sette centesimi.
Per me lo sport è molto istruttivo per due motivi: potenzia i muscoli, può portare a grandi primati, ma soprattutto la cosa più importante è che fa capire che bisogna saper perdere e bisogna sempre gareggiare con serietà ed onestà e non scoraggiarsi mai.

Nicola
Finalmente carnevale.
Il Carnevale finalmente é arrivato,
noi siamo molto contenti:
a tutti la gioia ha portato.
Grandi e piccini fanno scherzi divertenti.
Le nonne le chiacchiere hanno preparato.
I ragazzi vanno in giro a schiumarsi,
girando senza fare complimenti,
I piccini si divertono a mascherarsi
godendosi bei momenti.
Ci sono Pantalone e Pulcinella;
poi c'é Arlecchino;
una bimba con la gonnella
e un bambino fa il biricchino.
Questa é una festa giocosa
i coriandoli e le stelle filanti
la fan scherzosa:
i ragazzi in giro sono tanti.
I carri girano per la città
portando a tutti tanta felicità!!!
Nicole, Silvy & Angy.
BUON
CARNEVALE!!!!!!!!!!
A Carnevale ogni scherzo vale purchè non faccia male!!
Sofia.
Il 31 Marzo ed il 1° Aprile a Gubbio presso l'Auditorium del Liceo Statale "Mazzatinti" si svolgerà il III Seminario Nazionale di Informazione-Formazione:
Le Tecnologie dell'Informazione
e della Comunicazione: collaborare e condividere in rete.
Fondazione "Giuseppe Mazzatinti"
Liceo "Giuseppe Mazzatinti"
Club Unesco di Perugia.
Anche Luisascuola sarà rappresentato.
Vedi Programma in blogdidattici.
M. L. Necchi.
Attenzione, attenzione...
domani è Carnevale!!!
Preparatevi per fare scherzi e...riceverli!
Angy, Silvy, Xho e Alice.
Lo sci di fondo alle Olimpiadi.
Domenica 12 febbraio si è disputatala 15km classica e15km libera, in totale bisognava percorrere 30km. In gara noi italiani avevamo: Pietro Piller Cotter, Fabio Santus, Valerio Checchi ed il favorito Giorgio Di Centa. Verso l'una e mezza è cominciata la gara, purtroppo si è vista subito una brutta caduta di Frode Estil, uno dei favoriti, a cui sfortunatamente ha preso parte anche Fabio Santus, però nel gruppo di testa, dei nostri c'erano ancora Di Centa e Piller Cotter. I più pericolosi, per strapparci la vittoria erano uno svedese ed un russo; la gara fin da subito è stata emozionante con sorpassi, distacchi e poi recuperi. Fortunatamente non si sono viste altre cadute e gli atleti rimasti vittime della prima si sono subito ripresi e Frode Estil si è quasi subito riportato in buone posizioni. Finiti i primi 15km in classico, gli atleti si sono cambiati gli sci ed è cominciato il libero; al cambio Piller Cotter era terzo e Di Centa poco dopo. Subito i nostri due campioni hanno dimostrato la loro bravura e si sono portati al comando del gruppo, mancavano pochi chilometri all'arrivo, e gli italiani hanno cominciato la volata. Subito Frode Estil ed il russo li hanno seguiti, si comincia ad intravvedere l'arrivo e allora gli inseguitori hanno aumentato l'andatura e hanno superato Pietro e Giorgio. La bella notizia è che abbiamo vinto il bronzo, però l'amarezza è che potevamo vincere oro e argento. Secondo me, l'Italia in questa gara si è comportata molto bene e probabilmente meritava di più. Questi atleti che prendono parte a competizioni di così alto livello sono tutti dei campioni e si meriterebbero la medaglia d'oro per la fatica e la difficoltà di queste prove.
Pizza
La fantasia.
La fantasia
è come una magia.
Ce l'hanno tutti,
belli e brutti
grandi e piccini,
ma i bambini
ne hanno di più,
perché giocano su e giù!
Molta ne abbiamo
se un po' ci sforziamo.
E' un desiderio
che può avverarsi sul serio.
E' strana davvero
ed è forte come un guerriero.
Se la cacci non se va
perché con te sempre sarà;
non si spegne mai
anche se a dormire tu vai.
La fantasia è astratta
ed è davvero matta!!!
Alice, Xho, Angy e Silvy.
Allo Zum Zeri con la classe
Martedì 14 mi sono svegliato come al solito per andare a scuola, però lo zaino non era pieno di libri, ma conteneva dopo- sci, guanti ed altre cose adatte per la neve, noi classe 2°B e le altre classi del corso dovevamo andare a sciare a Zum Zeri!! Recatici a scuola abbiamo aspettato il pullman e siamo partiti per questa nuova esperienza. Come accompagnatore avevamo il prof. Tamagna, la prof Landi, la prof. Andreini e la prof. Batilla. Dovo aver trascorso un abbastanza lungo viaggio in pullman, dopo aver attraversato numerosi frazioni di Zeri, siamo finalmente arrivati allo Zum. Qui siamo scesi e, dopo aver preso la nostra roba, ci siamo divisi perché certi andavano a sciare, certi giocavano con il bob e lo slittino e altri come me ed alcuni mie compagni, dopo aver noleggiato sci, racchette e casco abbiamo preso i maestri che ci hanno insegnato a sciare o almeno ad andare a spazzaneve. Non è stato molto facile, perché agli inizi, quando si cadeva, era difficilissimo rialzarsi; infatti una volta un mio amico è caduto addosso a me e mi ha fatto cadere per terra e per rialzarci c'è voluto un bel po' e grazie all'aiuto dei maestri. Poi, dopo aver tentato di sciare senza cadere ripetutamente, siamo andati a mangiare per una breve sosta. Dopo esserci riempiti la pancia al ristorante, siamo ritornati sulla neve a sciare e dopo un po' di tempo io mi sono arreso: lo sci non faceva per me! Comunque ero contento di averci almeno provato; allora sono andato sui gommoni nei quali si prendevano innumerevoli scossoni, poi sono andato sul bob insieme ad alcuni miei amici ed andavamo talmente veloci che sembravamo andare come Armin Zoeggeler l'italiano che ha vinto la medaglia d'oro di slittino, ma purtroppo era arrivata anche l'ora di andare a casa. Quindi siamo risaliti sul pullman e siamo ripartiti. Io sono stato molto contento di questa esperienza, perché anche se ho molti neroni mi sono divertito tantissimo!!!
Pedrosa, 2°B.
IL TESORO DI GIANNI
(CONTINUAZIONE)
Era un mattino invernale particolarmente bello: un tiepido sole rallegrava le campagne che facevano intravedere i primi esili fiorellini: " Gli occhi della Madonna". Gianni si era appena svegliato e il corpo gli doleva un poco: aveva dormito raggomitolato nella sua capanna sull'albero. Si alzò e si mise a sedere ripensando a quello che aveva passato la sera prima. Poi dopo lunghi attimi che, gli sembrava, non finissero mai, si alzò e si affacciò dalla finestra della capanna. La vista di quei dolci fiorellini lo rallegrò e così scese di corsa per recarsi a raccoglierne uno. Se lo portò sotto il naso e la sua freschezza e il suo profumo gli fecero sembrare di essere libero.Così cominciò a correre in mezzo al prato. Ormai il corpo non gli doleva più di tanto e, correndo a più non posso, inciampò su un qualcosa di strano e dalla sua tasca uscì un pezzo di carta bruciato ai lati. Lui non lo notò, ma poi dopo qualche minuto, vedendo che gli mancava il pacchetto di fazzoletti, tornò sul luogo della caduta e prese il pezzetto di carta:- Cosa è questo? si chiese fra sé e sé:- Non l'ho mai visto prima ed era dentro ai fazzoletti. Lo aprì e dentro c'era scritta una frase, strana, che lui non capiva. Si rimise tutto in tasca. Improvvisamente si ricordò della fuga che l'aveva visto protagonista qualche sera prima. Non si ricordava bene perché e da chi era scappato, però sapeva che quel biglietto lo aveva in mano uno di quegli uomini in cui si era imbattuto per caso e che non conosceva. Ritornò dentro alla sua capanna, che aveva costruito per pensare e per andarci quando voleva stare un po' da solo e in pace. Nessuno sapeva dell'esistenza della piccola dimora, l'aveva costruita l'estate prima con travi sottratte a suo padre mentre era impegnato a lavorare. Era una semplicissima capanna o "casa" come la definiva lui. Era molto piccola, aveva una finestrella e al suo interno era spoglia. Era costruita sul primo ramo di un albero e l'aveva pitturata del colore della pianta. Per accedervi vi erano dei piccoli pezzi di trave piantati al tronco dell'albero. Continuava a pensare, si ricordò la grande paura che aveva provato durante la fuga e si ricordò che, stremato, si era addormentato nella sua dimora segreta.
Mentre pensava, sentì un rumore provenire dai piedi dell'albero, si affacciò alla finestra e vide...
Nicola e Kevy
Vedo e ascolto.
Vedo gli uccelli che volano e
ascolto i loro cinguettii.
Vedo i gatti rannicchiati al sole e
ascolto le loro fusa.
Vedo persone che rincorrono i propri cani e
ascolto le loro grida di gioia.
Vedo gente cantare e
ascolto le loro melodie.
Vedo, vedo tante cose e
altrettanto le ascolto.
Ma quasi nessuno ha mai ascoltato e guardato
un bambino dell'Africa piangere e
chiedere un pezzo di pane...
Silvy & Alice.