Il mistero di casa Black
... continua tu.
A scuola le ore non passano mai, Sofia con la testa tra le mani, ripensa tra sé e sé a tutto quello che era successo a lei e ai suoi amici. Cosa fare per continuare le indagini? Quale sarà la strada per giungere al colpevole?
Ad un tratto non ce la fa più, chiede di uscire e si reca in presidenza e chiede al preside la descrizione precisa dell'uomo che gli aveva consegnato la lettera.
Il preside le riferisce esattamente tutti i particolari su quell'uomo e ricorda di averlo incontrato più volte nella biblioteca più importante della città.
A questo punto Sofia, rivolgendosi al preside con aria supplichevole:
- Devo recarmi subito là, è questione di vita o di morte!
Ed esce di corsa dall'ufficio.
Si dirige alla biblioteca e, una volta arrivata, riconosce l'uomo che sta lavorando ad un computer.
Aspetta che si allontani un attimo, guarda sullo schermo acceso e legge questo messaggio in codice:
- Il nero è il tuo mistero, per trovarmi cerca qualcosa di bianco e...
Continua tu...
Classe II^C
Il talento è solo suo!!!
"Questa sono io"
Erica è una studentessa
.
Lei si fa la piastra e i suoi capelli biondi quindi sono lisci come spaghetti, inoltre sono decorati da meches castane. Di solito indossa la tuta perché ama essere sportiva e comoda. Il suo viso è perfetto, come la corporatura magra, mentre i suoi occhi allegri e sinceri di colore verde fanno risaltare queste sue caratteristiche.
Il suo carattere è estroverso
, testardo
, scherzoso
e sognatore e infatti lei si ritiene un'adrenalina unica.
Fin da piccola voleva fare la maestra, ma si sa che con il passare del tempo le idee si cambiano e ora che ha diciotto anni vorrebbe fare la ballerina hip hop.
Erica frequenta il liceo linguistico a Milano, in Lombardia; è al quinto anno e abita sola in una casa
piccola.
Un giorno mentre si dirige a scuola vede che proprio davanti alla sua casetta affittata stanno costruendo un edificio.
- Mah! Sarà sicuramente un bar o un pub, sempre le solite cose, tanto al mondo d'oggi
costruiscono solo quelli. Dice sbuffando
la ragazza.
Per tutta la mattina in classe non fa che pensare all'edificio che stanno costruendo, non si vuole togliere dalla testa questa cosa.
Lei crede che questa volta non sarà un bar o cose del genere, ma pensa che sarà un'edificio che a lei potrebbe importare, né è sicura
.
Continua qui...
Luca
, classe seconda B.
Delia e il mistero del Regno della Pace
C'era una volta un bellissimo regno chiamato Regno della Pace. A capo di quest'immenso posto c'era una bellissima regina chiamata Madre Foglia; tuttavia, malgrado la sua bellezza, stava invecchiando a vista d'occhio e aveva bisogno di un'erede. Per questo decise di inoltrarsi nel mondo degli umani per trovare una persona dall'animo colmo di Pace. Un giorno, mentre la regina vagava per le strade di una cittadina di nome Pontremoli, vide una scuola e avvertì segni di Pace, così decise di entrarvi. Arrivò infine in una classe dove molti ragazzi urlavano e si divertivano. Solo una ragazza, chinata sul banco a leggere un libro, era immersa nella pace della lettura. Madre Foglia volse lo sguardo verso la cartellina della ragazza e scorse il nome di Delia. Quella ragazza era perfetta come regina e, senza esitare, le infilò nello zaino un bigliettino. Delia abitava in una villetta gialla, aveva due fratelli pestiferi e due genitori pazienti. Appena arrivata a casa, mangiò e fece i compiti. Mentre scriveva, Cristiano, un fratello di Delia trovò e provò a leggere il foglietto di Madre Foglia, ma non trovando nessuna lettera, ripose il foglio nello zaino, avvisando la sorella. Delia prese il foglio curiosa e lesse a bassa voce:
Cara Delia, abbiamo bisogno di te.
Per raggiungerci ascolta la tua fantasia.
Regina Madre Foglia.
Stranita dall'invito così curioso, decise di provare ad andarci. Così si affacciò alla finestra e guardò il bosco davanti a casa sua e riuscì a liberare la sua fantasia. Subito una folata di vento le ricordò della casa di suo nonno e scoprì che era il posto giusto. La mattina seguente, una Domenica, si recò a casa di suo nonno e subito si inoltrò nel bosco. Dopo aver tanto camminato, arrivò all'albero più alto della foresta. Inginocchiati sotto di esso c'erano un'infinità di elfi, gnomi, fate e al centro una bellissima elfa. Tutti piangevano disperati e Delia chiese:- Perché piangete? Loro risposero:- Evviva, ecco la nostra regina! Piangevamo perché dei cacciatori arriveranno e distruggeranno il nostro regno!
Dopo aver imparato tutto ciò che una regina deve sapere, decise di fare una mappa di tutto il territorio della Pace. Contenta del lavoro svolto da Delia, la regina le regalò un braccialetto fatto di foglie. In quel mentre si sentì un rumore di trombe: i cacciatori erano arrivati. Delia preoccupata pensò ai suoi compagni di scuola e subito arrivarono. Così Chiara e Sara presero una rete e imprigionarono i cacciatori che furono trasportati indietro. Gli abitanti del Regno della Pace festeggiarono fino a tarda notte, quando Delia si addormentò. Si risvegliò in classe contornata dai suoi amici, ancora a litigare. Per un attimo credette di aver sognato, ma negò non appena vide il braccialetto di foglie. Ritornò molte volte nel bosco, ma non rivide mai più quel mondo che l'aveva tanto affascinata.
Delia
.
Sul numero 11 del 15 Febbraio 2009
della rivista "Scuola e Didattica"
è uscito l'articolo
I nostri ragazzi non sanno leggere
di Maria Luisa Necchi.
Venerdì 28 Febbraio 2009 a Brescia
si svolgerà, presso la sala conferenze Editrice La Scuola,
il seminario pubblico organizzato da "Scuola e Didattica":
Il laboratorio: profilo e modelli per una prospettiva didattica.
15 - 15,15 Introduzione del prof. Pierpaolo Triani, direttore di "Scuola e Didattica".
15,15 - 15,45 Intervento del prof. Enrico Salati:
Il laboratorio: i principi e le declinazioni.
15,45 - 16 Domande/risposte.
16 - 18 Esperienze di didattica laboratoriale.
Interverranno:
- prof.ssa Maria Luisa Necchi (area linguistico-artistico-espressiva)
- prof.ssa Porzia Volpe (area storico-geografica)
- prof.ssa Maria Famiglietti (area matematico-scientifico-tecnologica).
18 - 18,30 Dibattito e conclusioni, a cura del prof. Piero Cattaneo.
Scheda di Storia:
IL CASTELLO DEL PIAGNARO
Grazie alla sua Millenaria Storia, oggi la Lunigiana è una terra ricca di ricordi che si perdono nel tempo. Gli splendidi Castelli, ne sono un giusto esempio.
La storia del Castello del Piagnaro inizia, probabilmente, verso la metà del X secolo quando gli Adalberti, famiglia di origine Longobarda, vollero la sua costruzione. 
Il castello ha sempre rappresentato un punto di riferimento sicuro per la difesa della città.
Nel 1110 il castello subì la sua prima distruzione ad opera di Enrico V e del suo esercito ma fu subito ricostruito dai pontremolesi che cinquant' anni dopo riuscirono a fermare l' avanzata di Federico Barbarossa.
Federico II si impadronì del borgo nel 1242 e sei anni dopo i fuoriusciti pontremolesi cacciarono dal comune i Ghibellini con l' aiuto dei Guelfi di Piacenza.
La struttura del Castello del Piagnaro subirà profonde modifiche, dopo la distruzione effettuata concordemente da Guelfi e Ghibellini nel 1329 in odio al vicario di Lodovico il Bavaro.
Nel 1495 Pontremoli attraversò il momento più drammatico della sua storia quando Carlo VIII e il suo esercito misero il borgo a "ferro e fuoco".
Nato come residenza di militari, il Castello del Piagnaro rimase tale fino al 1790, anno in cui il Granduca di Toscana Pietro Leopoldo donò alla comunità l' ultimo cannone che ne muniva i bastioni perché con il bronzo fosse costruita una campana della torre civica.
Il borgo del Piagnaro, attraverso il quale si raggiunge il
castello, prende il nome delle cave di piagne, che si trovano nelle vicinanze e che servivano per la costruzione dei tetti.
Pontremoli é stata definita chiave e porta degli Appennini.
La via Romea si snodava infatti completamente all'interno della città ed era transito di pellegrini diretti o di ritorno da Roma.
Il Castello del Piagnaro si trova alla sommità del borgo di Sopra (detto anche Sommoborgo) e lo si raggiunge passando dal borgo omonimo. L' ingresso originario era un tempo dotato di ponte levatoio e sulla sua sommità si trova uno stemma della famiglia de' Medici.
Da vari autori.
Delia
, Chiara e Sara.
Il mistero di casa Black
... continua.
...arrivati all'aereoporto si dirigono verso l'aereo
e salgono, mentre si guardano in giro per vedere se c'è la finta hostess che ha aiutato l'assassino
.
Loro non vedono nessuna hostess che le assomiglia e allora arresi, si siedono sui sedili dell'aereo.
A metà viaggio ecco che Giorgio, dopo aver mangiato due gelati alla stracciatella
e fragola
, deve andare in bagno urgentemente.
Giacomo lo accampagna alla toilette, ma c'è un sacco di gente
in fila. Lui non resiste più, allora inizia a spingere tutti e riesce ad andare in bagno in tempo. Per fortuna!
- Mamma mia! A momenti me la facevo a dosso! Dice Giorgio appena uscito dal bagno.
Giacomo si scusa con le persone per essere passato avanti e dopo ritorna dagli altri amici.
Dopo circa un'oretta buona, i ragazzi scendono dall'aereo e divisi salgono su un taxi.
Prima di lasciare l'altro gruppo Giacomo dice:- Camilla tieni questa pistola non si sa mai, al mondo d'oggi non c'è da fidarsi di nessuno! Ci vediamo dopo ragazzi, ciao.
Il viaggio sul taxi è tranquillo e arrivano a casa sani
e salvi
.
Riuniti i ragazzi e i due poliziotti si dirigono verso casa
.
- Che viaggio movimentato! Per voi no, ma per me! Dice Giorgio sbuffando
.
Ognuno si dirige a casa propria, appena arrivati salutano i genitori, li abbracciano
e iniziano a chiacchierare sul viaggio contenti di rivederli
.
Il mattino seguente, purtroppo, i ragazzi vanno a scuola.
- Uffa
! Io non ne ho assolutamente voglia di ritornare a scuola! Esclama Giorgio.
- Va beh! Tanto io in classe non faccio niente! Cioè, a dire il vero mi limo le unghie e poi basta non stare attenti e il tempo passa. Dice Sofia con aria da vanitosa.
- Sempre la solita "modella", tanto poi durante le verifiche sul foglio, o lo consegni bianco
o ci scrivi
come si limano le unghie, vero!? Ribatte Martino.
- Su ragazzi è ora di entrare in classe. Interrompe la conversazione Charlie.
Continua tu...
Luca
, Classe Seconda B.
ll mistero di casa Black
...continua.
Alla fine dell' intervento i dottori avvisano Giacomo che Giorgio sarebbe dovuto restare in ospedale per almeno 24 ore. Gli amici salutano Giorgio e tornano in albergo per pranzare.
Il giorno dopo i ragazzi, insieme a Giacomo e Camilla, vanno a prendere Giorgio in ospedale, portando con loro le sue valige per poi dirigersi verso all' aereoporto.
Arrivati...
Continua tu...
Classe seconda B.
Piccoli Brividi "Un mostro in cucina".
Autore: R. L. Stine.
Casa editrice e anno di stampa: Arnoldo Mondadori Editore, 2007.
Argomento: questo libro parla di una ragazza di nome Katrina Merton, detta Kat, che si trasferisce con la famiglia, in una vecchia casa molto grande. Appena entrata, Kat e il fratello Daniel, trovano sotto il lavandino una strana spugna che pulsa come se respirasse. Dopo che il padre si infortuna e che succedono altri brutti avvenimenti, il fratello Daniel, trova uno strano libro dove viene spiegato che l'essere si chiama Grul ne che si nutre di cattiva sorte. Chi si libera della malefica spugna però, muore entro un giorno. dopo aver rovinato il compleanno a Kat e aver fatto scappare il suo cane fifone Killer, il Grul viene sconfitto dalla ragazza, che lo tratta con affetto, cosa che non ha mai ricevuto. Il mostro diventa cenere, ma Killer, appena ritornato scova sotto al lavandino una patata. Kat vede che ha i denti, proprio come scritto nello strano libro, secondo cui doveva essere un parente del Grul, chiamata Lanx, che risucchia tutta l'energia di chi la possiede.
Protagonista: Katrina.
Altri personaggi: Daniel, i suoi genitori, la signora Vanderhoff, Carlo, i bulli.
Tempo: contemporaneo.
Luogo: la città di Kat.
Giudizio: questo libro mi è piaciuto molto perché è divertente e avventuroso, e a volte ci sono suspence e colpi di scena. La narrazione è incalzante e per niente noiosa. Non ci sono errori di ortografia, né imprecisioni. L'episodio secondo me più bello è stato quello in cui la spugna viene sconfitta da Kat.
Mirco
, Seconda B.
IL MISTERO DI CASA BLACK
... continua.
Il giorno seguente i ragazzi decidono di visitare Parigi.
All'inizio sono incerti su dove andare,ma poi Charlie suggerisce di visitare la chiesa di Notre Dame.
Entrano dall'entrata centrale e Sofia esclama:
- Ecco le statue del film!!
Giacomo la corregge dicendo:
- No, Sofia sono le gargouilles.
Escono dalla chiesa e vanno a visitare la Tour Eiffel, il museo del Louvre, l'arco di trionfo......
Terminato il giro turistico della città, Sofia chiede agli altri:
- Possiamo andare a fare shopping?!?
Tutti insieme rispondono in coro:
-No!!!!!!
E la trascinano di peso fino all'albergo, mentre lei strilla forte come una matta.
Il giorno successivo sarebbero dovuti tornare a casa però, a Giorgio, appena alzato, viene un attacco di appendicite provocata dalle lumache mangiate il giorno prima al ristorante "Paris".
I ragazzi lo portano d'urgenza in ospedale e per cui rimandano la partenza, ma ......
Continua tu....
Mariachiara
, Giorgia
, Chiara B.
, Chiara L.
, Chiara S.
2c.