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Carissimi amici, oggi inizio questo contatto con voi per comunicare esperienze didattiche con la classe, la Terza Media del Corso B Sperimentale dell’Istituto “P. Ferrari” di Pontremoli, dove insegno lettere. Saranno i miei alunni a scrivere quello che riterranno importante da condividere e invito i miei colleghi ad intervenire per arricchire le nostre esperienze. Un saluto a tutti. Prof. Maria Luisa Necchi. (15/03/04). Luisascuola continua il suo cammino con gli alunni dei nuovi anni scolastici. Auguri a tutti di amicizia e di gioia nel condividere i nostri giorni più belli di scuola. Prof. Maria Luisa Necchi. (2005...)

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martedì, marzo 31, 2009
:. Racconto di Luca .:

Il talento è solo suo!!!
"La sorpresa"

... continua da qui.

- Un, du', tre, quatr' e cinq'. Dice Giovanna a tempo di musica  , mentre Erica esegue i passi di una coreografia che le ha insegnato la maestra.
Alla fine della coreografia, quando la ragazza ha finito di ballare, Giovanna le fa i complimenti:
- Ottimo lavoro  , sei molto elastica e hai molto stile! L'hip hop è proprio il tipo di danza che far per te.
Erica la ringrazia contenta di quello che le ha detto Giovanna.
- Ho una bella notizia per te. Continua l'insegnante.
- Quale? Domanda.
- Qualche giorno fa, non ricordo bene, è venuto Jimmy Stight.
- Chi è? Le chiede di nuovo Erica.
- Come non lo conosci, impossibile! È un famosissimo produttore di spettacoli teatrali.
- E allora?
- È venuto a cercare qualche ballerina per il suo musical e mi ha fatto una proposta. Durante le prove ha osservato tutte e quante le ballerine di questa scuola, ma veniamo al dunque. Soltanto io e te siamo riuscite a stupirlo e mi ha detto, se io e te andiamo a fare il provino a Roma per entrare nello spettacolo, ma non sarà così facile, perché non saremo solo noi due all'audizione, ma tante altre persone, cioè talenti.
- Ma anche se ci andremo, come facciamo ad entrare io e te, se cerca una sola ballerina? Domanda Erica.
- Ed è li che ti sbagli, perché cerca tre ballerine o ballerini, che reciteranno anche nel suo musical! Accetti? Dice fiera Giovanna.
- Ma certo! Da domani ci metteremo sotto e prepareremo una coreografia bella che colpirà Jimmy.
Risponde Erica stupefatta.
Per giorni e giorni, le ragazze si preparano, ma è arrivato il momento di partire.
Le ragazza sono davanti a Jimmy, a Roma, in una sala da ballo molto bella.
Loro sono ansiose quando Stight prende in mano il microfono e dice:- Musica.
Questa parte ed Erica e Giovanna iniziano a muoversi con stile, facendo salti, capriole e così via.
Finita la musica, Jimmy fa un applauso caloroso alle due e fa loro segno di uscire, perché deve vedere anche gli altri talenti.
Dopo le ultime audizioni, è il turno delle tre persone che verranno scelte dal produttore per il suo nuovo musical, che si intitola: "Cioccolata calda".
Jimmy per l'ennesima volta prende il microfono in mano e dice:- Chi verrà nominato, come già sapete, sarà la persona che farà parte del musical. Tutti rispondono in coro:- Ok.
- Primo nome: Ashley Bitt, secondo nome: Mario Bino e l'ultimo nome è...
La tensione assale il corpo delle due ragazze, Giovanna ed Erica.
Jimmy continua:- Il terzo nome è Erica Barilloni.
Erica, sul momento non ci crede, ma poi viene svegliata dal suo profondo sonno, dai suoi nuovi compagni del musical che l' abbracciano esultando.
Giovanna è triste e dispiaciuta, ma con forza si avvicina ad Erica, afferra le sue mani intorno alle sue e le dice:- Te lo meriti.
- Anche tu lo meritavi. Mi dispiace. Risponde piangendo Erica.
- Fermi un attimo, voglio dire una cosa, sono d'accordo che quelli che hai scelto per il tuo musical sono bravi, ma non puoi negare che Giovanna è un talento, perché è bravissima, ed è per questo che io la voglio nel mio musical. Interviene un altro produttore di spettacoli, riferendosi a Jimmy.
Giovanna non se lo fa dire due volte e accetta.
Da quel giorno le amiche si sono viste molto poco, rispetto a prima.
Erica è in tour per il mondo, è diventata ancora più brava di quello che era, ha perfino girato un film.
Ed è così che Erica è diventata famosa  .

Fine

Luca , classe seconda B.

Postato da: libroaperto a 18:22 | link | commenti (5) | finestra commenti (5) | Home blog
racconti brevi

lunedì, marzo 30, 2009
:. lavorare da bambini .:

Il lavoro minorile

Tratto da: "Carlo Enrico Rol" Il libro di storia, wikipedia e altri siti.

Il lavoro infantile è un fenomeno di carattere sociale che interessa a partire dalla fine del 1700 i bambini di età compresa tra i 5 e i 15 anni in tutto il mondo.
Le aree principalmente interessate al lavoro minorile sono Asia, India, Pakistan, Africa, America Latina, ma sopratutto Colombia e Brasile. Non sono però esclusi dal fenomeno Stati Uniti ed Europa, in particolare le grandi città. Generalmente in tutto il mondo è presente il lavoro infantile, ma sopratutto nei Paesi economicamente sottosviluppati, dove si presentano determinate condizioni che favoriscono questo fenomeno. Il lavoro infantile si presenta anche in regioni ricche di risorse e con un' economia florida, in cui però il reddito è molto basso e vi è un numero consistente di persone in stato di povertà.
I lavori riservati ai bambini si possono dividere in due categorie: settore produttivo (agricoltura, industria, pesca) e settore urbano. In agricoltura i piccoli lavoratori sono utilizzati in ambito familiare, attività generalmente destinata all' autoconsumo, o nelle grandi piantagioni come braccianti. Sono più numerose invece le attività nel settore secondario. Qui  i bambini erano destinati a miniere nel sottosuolo, cave, fornaci, fabbriche di carbonella, attività edili e fabbriche d' abbigliamento. Talvolta i bambini erano costretti a rimanere in fabbrica vari mesi prima di poter rivedere i propri genitori, infatti in quelle "fabbriche-carceri" dormivano e mangiavano. Anche nell' attività della pesca i bambini vengono utilizzati e fatti immergere lungo i fondali per far confluire i pesci verso le reti.
Nel settore terziario i bambini sono impiegati nel piccolo commercio, mercati, lavori domestici, selezione dei rifiuti, raccolta dei rifiuti, trasporto di pietre o merci. La responsabilità del lavoro infantile va attribuita in primo luogo alla povertà: nella maggior parte dei casi i bambini devono lavorare per contribuire al reddito familiare. Il lavoro infantile può essere causa di povertà sociale e individuale. In alcuni casi svolgendo attività lavorative, un bambino non avrà la possibilità di frequentare in modo corretto e completo la scuola elementare, rimanendo in una condizione di analfabetismo. I prodotti usati nelle fabbriche danneggiano gli organi respiratori, gli occhi, il fegato, i reni e molto altro. Portare pesi o assumere posture forzate molto a lungo può pregiudicare lo sviluppo osseo e la crescita. I rumori eccessivi causano sordità parziale. A causa di questi sfruttamenti viene negata l' infanzia ai bambini, i quali vengono spogliati della loro identità. Il ricorso a bambini lavoratori sottopagati va di pari passo con la disoccupazione degli adulti e con una distribuzione ineguale della ricchezza. Senza bambini a disposizione per le fabbriche, il lavoro dovrebbe essere assegnato agli adulti, i quali, eliminata questa concorrenza imbattibile, avrebbero anche un maggior potere di rivendicazione salariale e sociale.
 
In Inghilterra nelle filande alla fine dell' Ottocento
In Inghilterra, al tempo della rivoluzione industriale, i bambini erano impiegati sopratutto per lavorare nelle filande: infatti, per filare non era necessario possedere la forza fisica adulta e questo mestiere poteva essere facilmente appreso. In più, i minori percepivano un salario assai inferiore a quello degli adulti e potevano essere indotti più facilmente al lavoro con la minaccia. Tuttavia non erano utilizzati esclusivamente per questo impiego: infatti, già da 6/7 anni aiutavano i genitori nei pesanti lavori delle botteghe familiari e negli impieghi agricoli. In cambio però i nobili, sottraevano ragazzi alle famiglie per utilizzarli come manodopera. Con questo sistema, gli imprenditori guadagnavano un consistente numero di operai da utilizzare nelle fabbriche e le parrocchie si liberavano di molte bocche da sfamare. Esistevano anche alcune leggi che tutelavano i lavoratori e penalizzavano certi abusi sulla manodopera, che però non ebbero grande rilievo, almeno fino alla prima metà dell' Ottocento.


Sara e Delia, seconda B.

Postato da: libroaperto a 15:40 | link | commenti (2) | finestra commenti (2) | Home blog
avvisi e compiti, il lavoro minorile, schede di storia geografia

:. L'inquinamento .:

Salviamo il nostro pianeta!

Negli ultimi anni il nosrto pianeta è diventato sempre più inquinato, tanto da danneggiare i suoi abitanti. Non è, però tutto perduto e con un po' di buona volontà si può fermare il crescente danno alla Terra. Anche io personalmente posso dare il mio contributo per questo scopo rispettando alcune regole. Secondo me, infatti, bisognerebbe buttare le cartacce nei cestini, evitando di lasciarle per terra, facendo sì che la città risulti più pulita e il terreno non debba assorbire spazzatura. Inoltre bisognerebbe fare, quando si può, la raccolta differenziata, in modo da riutilizzare più volte gli stessi materiali. Per diminuire il "buco nell'ozono", devo, quando posso, andare in giro in bicicletta o a piedi, e piantare alberi per filtrare l'aria e liberarla dall'anidride carbonica. Usare prodotti a norma è inoltre un altro grande aiuto per l'ambiente. Agli adulti, inoltre, consiglio di comprare elettrodomestici a risparmio energetico, così da ridurre la produzione di energia e di conseguenza lo sprigionamento di gas nocivi. È meglio, quando si può, limitare l'uso di derivati del petrolio, che durante la loro produzione, liberano nell'aria sostanze nocive e impiegano moltissimi anni a disperdersi nell'ambiente.
So che la strada per lasciarsi alle spalle l'inquinamento è ancora lunga, ma sono sicuro che, viste le terriobili conseguenze delle nostre abitudini scorrette, l'uomo si impegnerà per riportare salute al pianeta.

Mirco  

Postato da: icfarrari a 12:12 | link | commenti (3) | finestra commenti (3) | Home blog
schede di storia geografia

:. Racconto giallo .:

Il mistero di casa Black

... continua.

... nell'angolo della stanza, un armadio.
- Proviamo ad aprirlo. Dice Sofia.
Subito Camilla lo apre, ma non trova nulla.
- Ma non c'è niente! Esclama Giacomo.
- Come è possibile? Chiede Charlie al complice dell'assassino.
- Non so nulla. Risponde lui.
- È meglio che ce lo dici o finirai in galera diretto come un razzo! Ribatte, molto arrabbiata la giovane donna.
- Ma non so niente. Dice il complice dell'assassino, Orazio.
Allora i ragazzi e i poliziotti, aiutati dal complice che conosce ogni singolo angolo della casa, si mettono a cercare qualche indizio; ecco che dopo un quarto d'ora, Orazio, mentre esplora il piano di sopra, trova un peluche; lui lo sta per buttare via, per allontanare gli indizi dai poliziotti, ma viene visto da Giacomo.
Il poliziotto, rapido, gli salta addosso e gli mette le mani dietro la schiena, dopo avergli preso dalle mani il peluche; Sofia vedendo il peluche, esclama:- Ecco perché non lo trovo più, quello è di Fred!
- Veramente? Domanda Martino.
- Sì, ora lo vado a chiamare, mi manca! Risponde la ragazzina vanitosa.
- Aspetta ti accompagniamo noi!
- Ehi! Sta per esplodere! Grida Camilla che sta ispezionando il peluche, sentendo un tic-tac continuo.
La donna, agitata, è vicino alla finestra e non sapendo dove buttarlo, lo getta nel giardino.
Boom!!!!! Si sente un boato nell'aria.
- Ci siamo salvati, per un pelo! Uhh! Dicono in coro tutti.
- Ma dove è finito Orazio!? Dice Charlie, riparatosi dentro l'armadio.
- Sarà scappato. Risponde Giacomo.
- Comunque il peluche conteneva un bomba e noi ci siamo salvati! Ribatte Martino.

- Ma non è una vera bomba, ha fatto uno scoppio molto piccolo, confronto a una "vera". Dice Camilla.
- Sicuramente, era quello l'indizio con le spiegazioni. Continua Martino.
- Questa faccenda puzza di bruciato, secondo me l'assassino l'ha fatto apposta tutto questo, l'hanno progettato: Orazio, così ci ha detto che si chiama, anche se forse non è così, l'ha fatto apposta a condurci qui, per poi scappare, durante l'esplosione della bomba e andare dall'assassino: quindi è un falso indizio. Ribatte Camilla.

Continua...

Luca , Alexandra  e Luciano , classe Seconda B.

Postato da: libroaperto a 12:08 | link | commenti | finestra commenti | Home blog
il mistero di casa black

:. Il lavoro minorile .:

Bambini che lavorano

Contemporaneamente alla nascita dell' industria nel Settecento in Inghilterra si ebbero anche molti posti di lavoro disponibili, in cui l' operaio salariato doveva fare operazioni facili e ripetitive. Per questo motivo si iniziarono ad assumere donne e bambini. Questi ultimi erano molto poveri e la parrocchia a cui appartenevano, per sfamare meno bocche, li convincevano ad entrare in questi posti di lavoro, promettendo vitto e alloggio signorili. La situazione all'interno delle industrie era invece ben diversa. Infatti, si lavorava diciotto ore al giorno e si era costretti a una severa disciplina; molti si infortunavano e le norme igieniche erano pessime, tanto che alla fine dell'apprendistato il fisico dei ragazzi era gravemente debilitato. Inoltre, ricevendo ordini duri e rozzi, e non essendo istruiti in alcun modo erano molto ignoranti. È da ricordare però che non in tutte le industrie succedeva questo, e qualche volta i padroni erano mossi da compassione verso i ragazzi.
Per fortuna noi viviamo in una società in cui vigono regole sui lavoro dei minori, come quella che stabilisce che l'età minima per svolgere attività di questo genere e quattordici anni, elevato a 16 per il trasporto di pesi, per varie prestazioni e per lavorare nelle miniere.

Tratto da: Carlo Enrico Rol, "Il libro di Storia" e da AAVV"Lessico Universale Italiano" .

Mirco  e Lorenzo  , Seconda B.

Postato da: icfarrari a 11:47 | link | commenti (3) | finestra commenti (3) | Home blog
il lavoro minorile

sabato, marzo 28, 2009
:. Racconto giallo .:

Il mistero di casa Black

... continua.

- Va bene, partiamo immediatamente. Dice Camilla, accendendo il motore dell'automobile.
La giovane donna sfreccia in autostrada a centocinquanta all'ora per arrivare puntuali a Casa Black.
Dopo circa un'ora e mezzo, arrivano davanti alla casa Black e, pazienti, aspettano per un quarto d'ora che qualcuno si avvicini alla casa, restando in auto, ma nessuno arriva; allora Camilla, ormai stanca, scende dal mezzo da sola e si dirige verso la casa, seguita dagli altri.
Camilla tira un calcio alla porta e questa subito si sfonda.
I ragazzi entrano e...
- Ahhhhhhhh! Urla Sofia vedendo una persona.
Allora Giacomo, con agilità, tira fuori la pistola pronto per sparare.
- Calmatevi, è solo un manichino! Dice Camilla.
I ragazzi si avvicinano e vedono che il manichino ha in mano una lettera  , la aprono e la leggono:

Questa è la tua ultima possibilità, altrimenti ti uccido!
iav id arpos, il iarevort ottut li
oirassecen rep al enoissim
noc ettut inoizageips!

- Che significa? Dice Camilla, rivolta al complice dell'assassino.
- Lui ha un codice per scrivermi quello che devo fare.
- Quale?
- All' incontrario. Ora lo decifro. Risponde il complice.
- Significa: vai di sopra, lì troverai tutto il necessario per la tua missione con tutte le spiegazioni.
I ragazzi vanno di sopra e trovano...

Continua tu...

Luca , Anna , Francesca , Debora , Mariachiara , Alexandra  e Filippo , Classe seconda B e C.

Postato da: libroaperto a 12:50 | link | commenti | finestra commenti | Home blog
il mistero di casa black

mercoledì, marzo 25, 2009
:. Racconto giallo .:

 Il mistero di casa Black.

Continua.

... nel baule c'è un uomo legato che chiama aiuto; lo slegano, gli fanno delle domande per scoprire chi sia: l' uomo risponde che è l' aiutante del ladro cacciato, perché aveva fallito la missione affidatagli da lui. A questo punto Camilla, incuriosita, gli chiede quale fosse il compito  che gli era stato affidato. Il complice non risponde... ma gli arriva un messaggio dal ladro.
Giacomo gli ruba il cellulare e il messaggio dice:-Trovati  a casa Black tra due ore.
I ragazzi si  agitano e sono intenzionati a partire.

Continua tu....
                                     

Seconda  A .

Postato da: libroaperto a 12:57 | link | commenti (2) | finestra commenti (2) | Home blog
il mistero di casa black

lunedì, marzo 23, 2009
:. A Fatima .:

Cara Fatima,

Come va lì in Brasile? Com'è la stagione? C'è scuola in questo periodo?

Vorremmo sapere qualche notizia dei nipoti dei nostri Italiani emigrati e vorremmo qualche contatto attraverso te.

La classe seconda B li saluta.

Un caro saluto a te,
Maria Luisa.

Postato da: icfarrari a 11:30 | link | commenti (4) | finestra commenti (4) | Home blog

:. Racconto giallo .:

Il mistero di casa Black.

... continua.

... che l'automobile è posizionata in un altro posto.
Subito, Camilla prende la rincorsa e saltando una ringhiera velocemente, raggiunge la macchina, seguita dai ragazzi.
Camilla vede che sopra la sua auto non c'è nessuno. Camilla, la poliziotta.
Il mezzo è in ottime condizioni, a parte le ruote che sono tutte bucate.
Allora Giacomo torna in autogrill per cercare aiuto, ma nessuno sembra disponibile.
- Come torniamo alla casa Black con le ruote bucate? Domanda Sofia.
- Possiamo chiamare Michi che ci riporterà subito delle ruote di scorta. Dice Camilla.
Dopo dieci minuti arriva Michi con le gomme.
- Ma come hai fatto ad arrivare così presto? Chiede Camilla.
- Ehm... ero in autostrada, mi stavo dirigendo a Parigi. Risponde Michi.
- Per far che cosa ? Continua Camilla.
- Dovevo andare a prendere una cosa. Ribatte l'uomo.
- Cosa? Risponde Camilla.
- Non t' interessa, una cosa personale. Ciao devo andare. 
Giacomo con un po' di fatica comincia a sistemare l' auto.
Dopo Camilla, Giacomo e i ragazzi salgono nell' Audi e scoprono che...

Continua tu...

Seconde A e B.

Postato da: icfarrari a 11:04 | link | commenti (2) | finestra commenti (2) | Home blog
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:. A Francesca .:

Cara Francesca,

è un po' di tempo che non ci sentiamo.

Ci piacerebbe avere notizie tue e delle bambine; è cresciuta Nadia? Come avete passato questi mesi?

Noi abbiamo avuto tanta neve; se vuoi, le tue bambine la potranno vedere nelle nostre fotografie: qui e qui.

In avvicinanza della Pasqua, vi auguriamo tanta allegria e tanta salute.

Attendiamo una tua risposta.

MLuisa e i ragazzi di II A e B.

Postato da: icfarrari a 10:38 | link | commenti (2) | finestra commenti (2) | Home blog
missione tanzania