Luisascuola

Carissimi amici, oggi inizio questo contatto con voi per comunicare esperienze didattiche con la classe, la Terza Media del Corso B Sperimentale dell’Istituto “P. Ferrari” di Pontremoli, dove insegno lettere. Saranno i miei alunni a scrivere quello che riterranno importante da condividere e invito i miei colleghi ad intervenire per arricchire le nostre esperienze. Un saluto a tutti. Prof. Maria Luisa Necchi. (15/03/04). Luisascuola continua il suo cammino con gli alunni dei nuovi anni scolastici. Auguri a tutti di amicizia e di gioia nel condividere i nostri giorni più belli di scuola. Prof. Maria Luisa Necchi. (2005...)

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fiore rosa
 
domenica, maggio 31, 2009
:. Auguri!! .:


Auguro ai miei compagni di classe, che in questo giorno ricevono il sacramento della SS Cresima, un felice giorno.

 

Maddalena classe seconda B.

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saluti

giovedì, maggio 28, 2009
:. Visita all' archivio .:

Passaporti e censimenti di epoca napoleonica.

Dal 1804 al 1815 Napoleone governò sull' Italia. Anche nella nostra area, la Lunigiana, si sentì l' influenza napoleonica. Infatti si svolsero i primi censimenti italiani, che riguardavano tutto il popolo: dai nobili e ricchi ai contadini e poveri.
Inoltre per uscire dal proprio Comune bisognava avere un passaporto; per richiederlo bisognava recarsi nella sede del proprio Comune, fare domanda e poi ritirarne una parte. Infatti una metà andava al Comune, mentre un' altra veniva ritirata dal richiedente, ma non valeva per più viaggi, solo per uno; infatti, ogni spostamento fuori dal Comune richiedeva un nuovo passaporto. La descrizione del proprietario doveva essere molto accurata, perché doveva sostituire la fotografia, ancora inesistente.
Inoltre i dati da inserire comprendevano: il nome, la professione, l' età, la fronte, il naso, il mento, la statura, le sopracciglia, la faccia, i capelli, gli occhi, la barba e le marche particolari. Questi erano i connotati personali. I viaggi che eseguivano si effettuavano, prevalentemente, per lavori d' agricoltura, quindi quasi tutti gli abitanti del nostro Comune erano agricoltori.
Il primo censimento, riguardante tutta la popolazione, fu eseguito, sotto ordine di Napoleone, nel 1810. La popolazione era divisa in parrocchie e ogni parroco annotava i nomi delle famiglie. Prima di questo censimento solo i nobili possedevano un cognome, mentre il resto della popolazione non li aveva. Infatti, grazie ai primi censimenti, anche per il popolo si cominciarono ad usare i cognomi.
Il censimento parrocchiale era diviso, sempre più specificatamente, nei cognomi di ciascuna famiglia, per ordine alfabetico, nel numero di ordine di ciascun individuo della famiglia, nei nomi di battesimo di ogni componente, se erano nubili, maritati o vedovi, nella professione che esercitavano prima e dopo la "riunione dell' Impero d' Italia", la qualità morale: se buona, cattiva o pessima, il luogo e la data di nascita, l' età, se sapevano leggere e scrivere e se avevano soprannomi.
A noi ragazzi, è piaciuto molto analizzare questi importanti documenti, risalenti ai nostri antenati!!!

Sara e Delia;Seconda B.

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avvisi e compiti, territorio e folclore, schede di storia geografia

mercoledì, maggio 27, 2009
:. Terzo contributo sul blog .:

Riporto l'abstract del mio contributo al V Seminario di Gubbio sulle nuove T. I. C.:

Seminario Nazionale di Informazione-Formazione

Le tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione
Nuove Tecnologie in rete
Competenze di base e competenze evolute

Gubbio (PG)
18/19 aprile 2008.
 

Abstract
intervento:
Continuità e condivisione attraverso il blog Luisascuola: la composizione
della fiaba a più mani.
Maria Luisa Necchi.
 
 
            Il mio intervento al Seminario del 18/19 aprile 2008 sulle Competenze di base e competenze evolute riprende l’argomento generale con riferimento all’uso del blog nella didattica, in specifico di Luisascuola, il blog che ho aperto nel Marzo 2004 e che uso con le classi dell’ I. C. “P. Ferrari” di Pontremoli, dove insegno lettere.
Presento inizialmente l’attività attraverso il blog nel suo principale aspetto della comunicazione e scelgo alcuni tipi di testo che ritengo particolarmente significativi, per illustrarne lo scopo ed evidenziarne le competenze di base che il mezzo permette di acquisire sia sul piano della lingua che su quello della comunicazione virtuale.
Seleziono i testi per categorie ed esamino la forma del diario, della lettera, dell’esposizione su eventi di folclore e il testo regolativo delle ricette, per passare ai racconti brevi e finire con i racconti a puntate a più mani, sui quali mi soffermo con maggiore analisi.
Prendo in esame Il bosco fantastico, la fiaba  creata quest’anno scolastico dagli alunni della mia classe in cooperative learning, anzi in cooperative e-learning in quanto, attraverso il blog, vi hanno collaborato altre classi e altre scuole; non solo, ma  la composizione è stata condivisa anche dagli alunni di quinte della Primaria, in una processo di  continuità con la Secondaria.
Questo nuovo aspetto vuole evidenziare la potenzialità del mezzo virtuale di permettere contatti tra alunni lontani in un’attività di sharing, per conseguire lo stesso scopo che, in questo caso, è il raggiungimento di competenze nella produzione della lingua e dell’abitudine ad operare in équipe in modo ordinato e proficuo.
L’ altro importante obiettivo della composizione della nostra fiaba, quello di narrare in rete in cooperazione con ordini di scuola diversi, ha avuto lo scopo di accompagnare gli alunni di quinta primaria verso la scuola secondaria con naturalezza e gradualità.
Le slides fissano i punti salienti dell’intervento in un susseguirsi di puntualizzazioni e precisazioni.
Una breve bibliografia finale dei lavori in tema da me pubblicati completa l’attenzione sull’argomento.
                                                                        Maria Luisa Necchi
Queste   Composizione della fiaba:    le slides del mio intervento, già pubblicate qui.

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eventi, didattica, discussione, pubblicazioni e seminari

:. Secondo contributo sul blog .:

Riporto il mio contributo al III Seminario di Gubbio sulle nuove T.I.C.:

Seminario Nazionale di Informazione-Formazione.
Le tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione
collaborare e condividere in rete.
31 marzo – 1° aprile 2006

 
Contributo di MARIA LUISA NECCHI.

LA DIDATTICA DELLA CONDIVISIONE SU LUISASCUOLA.

 

Luisascuola ha compiuto due anni.

In questo breve, ma ricco periodo, denso di riflessioni e di confronti volti alla ricerca del significato e del valore formativo del blog, alla scoperta dell’identità di uno strumento che si è imposto umilmente, ma decisamente nel mondo delle relazioni e, per la sua versatilità e semplicità, ha fatto presto il suo ingresso in quello dei giovani, Luisascuola è cresciuto nella pratica della comunicazione e nello spirito di condivisione.

Affascinata da questo nuovo prodotto dell’informatica che si stava imponendo nel mondo della trasmissione delle notizie e dei saperi, e convinta, dal primo approccio, di una sua insita forza nel comunicare nell’immediato e a molti idee e informazioni, non ho esitato a farlo conoscere e usare ai miei alunni per dar loro la possibilità di far conoscere le proprie opinioni e le loro attività a coetanei, vicini e lontani, perché le esperienze interiori fossero vissute insieme nella ricchezza del dialogo e la conquista della conoscenza non rimanesse di esclusivo possesso di coloro che l’avevano costruita assumendo, al di là della classe, la connotazione di un prodotto inerte, che non permette reazioni, ma divenisse piuttosto nella partecipazione ad altri un prodotto fertile, capace di produrre a sua volta esperienza e ulteriore sapere.

Lungo questi due anni, i post sono aumentati in modo considerevole (903 al 29 u.s.) e le categorie si sono arricchite; soprattutto si sono moltiplicati i diari: negli alunni è cresciuto il desiderio, lo chiamerei bisogno, di raccontare il vissuto delle loro giornate e in questa pratica sono emersi i giochi delle dinamiche di ricerca ed affermazione del proprio ruolo, in un linguaggio familiare e per questo efficace.

 

............... nel secondo tempo mi sono ripagato perché dopo un bellissimo cros di un mio compagno, io al terzo minuto segno e in quel momento ho pensato o entra o entra, perché questa partita bisogna vincerla; tutta la squadra, compreso il portiere, è venuta a festeggiare con me.

Io sprizzavo felicità da tutte le parti del corpo e quando sono andato in panchina, il nostro nuovo allenatore mi ha fatto i complimenti per il goal.

 

Il giorno 25 settembre sono andata da mia zia a Guinadi con mia mamma. Arrivate, abbiamo parlato un po' e dopo mia mamma ha deciso di andare per funghi;, a me e a mia zia sembrava un' ottima idea. Allora ci siamo incamminate per una stradina che portava al bosco.

All'inizio, non abbiamo trovato niente e stavamo cambiando idea, infatti volevamo tornare a casa, ma poi, ad un certo punto, io ho visto un porcino accanto ad un albero e mi sono precipitata per andarlo a prendere, però, correndo velocemente, sono caduta e mi sono sbucciata un ginocchio, mia mamma vedendomi si è messa a ridere .....

 

Ieri pomeriggio, 2 febbraio, verso le ore sei meno un quarto, al palazzetto dello sport di Pontremoli, abbiamo giocato la nostra prima partita del campionato di pallavolo femminile, l'under 14 nella squadra Il Bambarone. Ci siamo sfidate contro una squadra molto forte, Le Apuane.................
Il primo set l'abbiamo perso con molto svantaggio; nel secondo eravamo avanti di qualche punto e super felici: ma purtroppo ci hanno recuperato e abbiamo perso anche questo!

 

Ieri siamo andate alla fiera di San Geminiano, il patrono del nostro paese. Prima ci siamo trovate a casa di Silvia e, dopo aver giocato, ci siamo avviate per vedere il mercato. C'erano molte bancarelle e anche tanta gente. Le bancarelle più belle erano quelle dove c'erano articoli per ragazze e ci hanno molto interessato e vi abbiamo comprato delle magliette uguali.

.............

            La prima forma di vera condivisione si è attuata nell’ambito della classe e questo non capita spesso; infatti, non sempre gli alunni partecipano in modo efficace a quello che svolgono in classe, il lavoro è sentito come dovere passivo e di routine, da sopportare e in questo modo non crea un’abitudine alla curiosità e alla ricerca del sapere. Un primo tipo di collaborazione cosciente si può realizzare attraverso le attività di laboratorio: il lavoro di gruppo si attua assieme ad altri compagni, alcuni dei quali sono elementi portanti e capaci di organizzare; altri eseguono compiti specifici e imparano a loro volta ad organizzarsi, tutti  offrono il loro apporto in maniera personalizzata, secondo le abilità e soprattutto le attitudini.

Nell’attività didattica con il blog, la dinamica è diversa da quella del solito lavoro di gruppo, che si attua partendo dall’aula e finendo nell’aula e che ha il suo fine nell’elaborare un prodotto condiviso tra compagni per approfondire un argomento.

Qui, si tratta di comunicare ad altri, estranei alla propria comunità reale, le esperienze che sono del gruppo, inteso come classe: nessun elemento del prodotto è intuibile; la partita di calcio deve essere descritta in una cronaca puntuale e ben definita nei suoi elementi: i protagonisti non sono noti ai destinatari, come non lo sono i luoghi di ambientazione dei diari.

I testi informativi, descrittivi e regolativi devono essere particolarmente rispettati nelle loro caratteristiche di chiarezza e coesione e nell’atto di trasmettere sul blog i loro quadri di vita, gli alunni devono attivare strategie metacognitive e subentra lo sforzo di vedere davanti a sé un interlocutore ignaro del loro vissuto per cui nasce la necessità di trovare un contenuto che possa interessare sia il mittente che il destinatario virtuale e che permetta la condivisione.

Non è il solo alunno che comunica, ma con lui la classe che si interroga, discute e riflette, poi decide e si esprime, in un lavoro che è  insieme collettivo e individuale; l’autovalutazione diventa valutazione intersoggettiva.

Il blog, che ha assunto la conformazione di un multiblog, diventa un veicolo di aggregazione per la classe stessa, che comincia a sentirsi corresponsabile anche nel lavoro personale, perché esprime l’identità del gruppo.

La puntata del giallo del lunedì creata dal singolo esprime la volontà della classe che ha stabilito di costruire insieme una narrazione e di procedere attraverso un percorso partecipato.

 

...............

Ritornò dentro alla sua capanna, che aveva costruito per pensare e per andarci quando voleva stare un po' da solo e in pace. Nessuno sapeva dell'esistenza della piccola dimora, l'aveva costruita l'estate prima con travi sottratte a suo padre, mentre era impegnato a lavorare. Era una semplicissima capanna o "casa" come la definiva lui. Era molto piccola, aveva una finestrella e al suo interno era spoglia. Era costruita sul primo ramo di un albero e l'aveva pitturata del colore della pianta. Per accedervi vi erano dei piccoli pezzi di trave piantati al tronco dell'albero.

...........................

            ..........................

L'intervento completo è qui: LA DIDATTICA DELLA CONDIVISIONE SU LUISASCUOLA                                                                          
                                                                                Maria Luisa Necchi.

Postato da: icfarrari a 21:22 | link | commenti | finestra commenti | Home blog
eventi, didattica, discussione, pubblicazioni e seminari

:. Primo contributo sul blog .:

Qui riporto per i lettori il mio contributo al II Seminario di Gubbio sulle nuove T.I.C.:
Intervento al Seminario di informazione-formazione:
Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione: le vie educative e relazionali.
29 Aprile 2005 Liceo Mazzatinti Gubbio:
 
  
COOPERATIVE E-LEARNING NEGLI IPERTESTI E NEL BLOG LUISASCUOLA.
 
 
            Nell’insegnamento ho sempre prediletto una didattica che prevedesse una partecipazione attiva degli alunni; questo atteggiamento si è sempre più consolidato, confortato dai risultati dell’apprendimento da parte dei ragazzi.
            I lavori di gruppo con ricerche sul campo sono stati il punto forte del processo formativo ed i prodotti realizzati sono stati significativi.
            Ho inserito presto nella didattica le tecnologie della comunicazione ed ho condotto gli alunni a produrre schede di approfondimento, portandoli a creare degli ipertesti, piuttosto che servirsi di ipertesti. I motivi della scelta di questo metodo sono stati essenzialmente due: prima di tutto far lavorare in prima persona gli alunni nel costruire un sapere in un’ottica di responsabile cooperazione; poi, comunicare ad altri quanto scoperto per condividere la gioia della conoscenza e offrire il proprio apporto a chi è curioso di sapere per poi andare oltre.
            Nel costruire l’ipertesto l’alunno non è solo, come studiando esclusivamente sui libri; dal libro e dalle fonti egli parte, ma si informa per poi informare e lo fa insieme con gli altri, in una learning community; la dinamica del cooperative learning attiva comportamenti di metacognizione che l’alunno da solo non attuerebbe.
            La realizzazione di un ipertesto coniuga la positività dell’apprendere aiutandosi a vicenda nel ruolo dei pari con scambio di conoscenze e stili, con quella di usare fonti diverse per approfondire e anche ampliare, secondo la propria curiosità, un argomento nel modo più naturale che è quello di procedere attraverso mappe concettuali: la conoscenza che non procede in modo lineare, ma secondo l’interesse che scaturisce nell’affrontare l’argomento e il proprio stile di apprendimento.
Usando la rete, cooperative learning diventa cooperative e-learning: costruire un CD del lavoro ottenuto attraverso una ricerca e proiettarlo a tutta la scuola, ai genitori ed agli amici è di grande soddisfazione; inserirlo nel sito scolastico e comunicarlo al mondo è entusiasmante.
            Gli ipertesti dei miei ex-alunni messi in rete nei precedenti anni scolastici sono oggi fonte di studio per gli alunni di oggi che, apprendendo dall’opera dei compagni che li hanno preceduti, riconoscono il valore di conservare “memoria” dello studio e delle scoperte effettuati; si rendono conto della possibilità di fare una verifica del prodotto stesso, ripercorrendone alcune tappe e acquisiscono coscienza dell’importanza di realizzarne di nuovi per ampliare le proprie conoscenze e divulgarle.
            Con il metodo di costruzione della conoscenza attraverso gli ipertesti, ho potuto verificare che non solo gli alunni apprendono come se avessero studiato sui libri o su software commerciali, ma hanno imparato di più e più a lungo termine, hanno inoltre acquisito il metodo di studio e di ricerca, sia questa intesa come indagine sul campo che in rete.
            L’aiuto che gli alunni si offrono a volte è più proficuo dell’input che dà l’insegnante ed è l’alunno stesso, che trovandosi di fronte ad una difficoltà si pone il problema di come superarla e si rivolge all’insegnante che, entrando in campo nel momento opportuno, è efficace nel suo intervento. 
A scuola non si va volentieri; se si lavora in prima persona, c’è uno stimolo forte, mirato e diretto ed allora si può venire a scuola volentieri: sono io che opero, sono io che costruisco, sono io che conquisto.
            Costruire il sapere è gioia, comunicarlo è realizzare un fine naturale della persona.
            “I pellegrinaggi nei percorsi tra l’Alta Lunigiana e il Parmense” realizzato sei anni fa ed inserito nel sito dell’Istituto “P. Ferrari” xoomer.virgilio.it/po_compre, per esempio, ha comunicato nell’ambiente vicino e, attraverso Internet, in quello lontano un’opera degli alunni, informando su aspetti di un territorio alla maggioranza sconosciuti.
            Oggi viene ancora consultato.
            Con esso “R come... Rinascita Rivoluzioni Romanticismo“, “È successo nel Novecento”, il giornalino scolastico “Noi ragazzi” sono stati elaborati con impegno e con fatica, ma ne è seguita gioia per averli messi in condivisione.
            Nel Marzo 2004 nasce Luisascuola, il blog didattico della Terza B dell’I.C. “P. Ferrari” di Pontremoli.
             All’inizio, gli alunni pubblicavano soprattutto diari di giornate particolari di scuola e del tempo libero, saluti, comunicazioni di attività scolastiche: gite, gare; anch’io ho inserito note di eventi e avvisi, in seguito arricchiti dalla comunicazione agli assenti delle attività svolte a scuola e ciò è stato molto apprezzato dai genitori.
            Quest’anno con la classe di prima media ho impostato sul blog Luisascuola, oltre alla stesura di diari, avvisi, cronache, una storia che avrebbe preso forma via via, giorno dopo giorno: La storia meravigliosa del mondo dei fanciulli.
Lasciando liberi i ragazzi di fantasticare e di creare, essi hanno dato sfogo alla loro fantasia nel cui mondo hanno dimostrato di appartenere ancora e la storia ha preso la forma della fiaba: magia e personaggi immaginari, colpi di scena spettacolari, mondi evanescenti e poi l’eterno contrasto tra il buono e il cattivo.
Ecco il senso del suo nome: La storia meravigliosa del mondo dei fanciulli; infatti la storia di Kristy racconta non soltanto le avventure di una bambina che lotta contro il male ed incontra sulla sua strada buoni e cattivi, ma è ciò che il mondo dei fanciulli esprime e fa emergere dal profondo: quello che il fanciullo ha in sé e che desta stupore per la sua spontaneità e la sua ricchezza; quello che sa ancora parlare al cuore e che è davvero meraviglioso.
La fiaba si sta ancora componendo e si accinge ormai al suo epilogo, ma comunque essa si concluderà sarà il modo con cui il fanciullo vorrà risolvere le sue incertezze e le sue paure, appagare i suoi desideri: sarà certamente una vittoria sul male, un messaggio che i nostri alunni, tutti insieme con semplicità, sapranno dire a noi adulti.
Tutto questo non sarebbe qui significativo se la storia non comparisse su un blog e non fosse visitato da tanti navigatori che spesso commentano ed incoraggiano; inoltre, la sua composizione è stata aperta ad altre mani: insieme con una classe dell’Istituto i ragazzi hanno potuto sperimentare una collaborazione che ha suscitato entusiasmo, pur incontrando talvolta alcune difficoltà intrinseche a questo tipo di attività; infatti, essa non si svolge nello stesso momento, ma con interventi periodici che prevedono il ripercorrere la fiaba con un’attenta lettura per continuarla in modo pertinente e logico.
Il blog è diventato quindi un multiblog e vi possono pubblicare anche i genitori e gli alunni da casa; si sono, così, rinforzati i rapporti scuola-famiglia con entusiastico consenso dei genitori, che si sentono partecipi del cammino scolastico dei loro figli per la crescita globale della loro persona.
In questo momento Luisascuola viene contattato da insegnanti di Istituti del territorio con lo scopo di intervenire sul blog o di stabilire una prossima collaborazione; questo dà testimonianza di un intensificarsi di contatti con le scuole che cominciano ad interessarsi della forma didattica del blog e la stanno apprezzando. Già nello stesso Istituto è nato un nuovo blog in una classe parallela: Patribook che collabora con noi; si sta cominciando lentamente e faticosamente a far conoscere anche intorno a noi questa forma di comunicazione così utile per la didattica e si sta superando pian piano quel terribile nemico tanto spesso evocato dagli insegnanti che è il “non ho tempo”. Infatti, per lavorare con la rete si devono soprattutto programmare bene i tempi che, in effetti spesso vengono a dilatarsi per l’organizzazione interna all’Istituto circa l’uso delle aule speciali e per i tempi stessi degli alunni che sono lunghi per vari motivi.
Luisascuola, inoltre, ha dato spazio all’inserimento di lavori attuati nei laboratori d’italiano, in sintonia con la Riforma: vi compaiono schede di avviamento al latino con immagini e l’origine dei nomi; vi sono pubblicate schede di libri finalisti del Premio Bancarellino di Pontremoli, in collaborazione con Patribook; si vedono fotografie inedite della città ed altre sono pubblicate su blog amici per far conoscere il territorio.
Inoltre, link ai nostri siti scolastici permettono di leggere in rete il Giornalino e gli ipertesti prodotti dagli alunni, non solo, anche di prendere visione delle Unità di Apprendimento della classe e dei relativi schemi e scaricarli.
Infine, la classe ha iniziato una collaborazione con tre scuole primarie d’Italia attraverso Luisascuola e i blog Maestraleila, Il caffè dei lettori, Terradimezzo per la realizzazione del Grande libro della Pace. Gli alunni della Prima B, infatti, ricoprono la funzione di correttori di bozze e questa esperienza ha potenziato notevolmente le caratteristiche più significative del blog, che sono, oltre la comunicazione, la collaborazione e la condivisione.
I ragazzi sono molto entusiasti di lavorare con bambini lontani e hanno il desiderio di conoscerli e per questo comunicano attraverso i commenti e direttamente sui post dei loro blog.
            L’uso del blog nella didattica aiuta a rendere coscienti i ragazzi di procedere nel cammino verso la formazione della loro persona in comunione con tanti altri giovani come loro; si rendono conto di ciò che li accomuna, si abituano soprattutto a sentirsi parte di una società più vasta, a sentirsi gruppo anche con il compagno lontano e da questo prendono forza ed assumono coraggio per procedere nel lungo e talvolta faticoso cammino verso l’autonomia. Acquisire la consapevolezza di camminare insieme rafforzerà in loro il senso della condivisione che sapranno esercitare poi, da adulti, in una collaborazione che aiuta e gratifica.         
 
            Maria Luisa Necchi.

Postato da: icfarrari a 21:07 | link | commenti (1) | finestra commenti (1) | Home blog
eventi, didattica, discussione, pubblicazioni e seminari

lunedì, maggio 25, 2009
:. Cinque birbe e un barboncino .:

In classe abbiamo letto il libro di Bruno Necchi "Cinque birbe e un barboncino" (Artigianelli, Pontremoli 1966) e ci è piaciuto in particolar modo il racconto:

Il tesoro nel castello.

Nel paese in cui abitano i nostri amici, ovvero i componenti la "Squadra del Boschetto", c'è un vecchio castello, pieno di leggende per cui, secondo quanto la gente tramanda, ci sono fantasmi e un tesoro.
Allora la nostra squadra, incuriosita, decide di cercare all'interno di questo castello il tesoro.
I ragazzi si riuniscono alle nove in punto a Porta Vecchia, una piccola e stretta via che porta al castello, allo scopo di non fare insospettire nessuno.
La squadra è munita di attrezzi utili per la loro missione, a partire da torce, fiammiferi, pale, gomitoli di lana ecc.
I ragazzi iniziano la loro spedizione, fino a quando giungono ad un cunicolo che porta direttamente all'interno del castello.
A metà strada il passaggio è ostruito da una piccola frana, così si mettono a scavare con i pochi arnesi che hanno e con le loro unghie.
Oltrepassato l'ostacolo, i ragazzi sono affamati e così tirano fuori una scatoletta di sardine, la quale è molto dura da aprire.
Panzalunga che ormai non ha più pazienza, prende il piccone e colpisce con tutta la sua forza la scatola che scoppia, facendo uscire l'olio che finisce sulla sua faccia.
Mentre percorrono il tunnel, l'atmosfera è cupa e buia e Riff, ogni tanto, per interromperla, abbaia passeggiando avanti e indietro.
Finalmente vedono una luce e per non farsi sentire dagli inquilini del castello, procedono con cautela, fino a quando non arrivano in un'altra stanza interrata.
Il Caporale, che naturalmente è a capo della spedizione, pronuncia l'ordine di cercare un passaggio segreto che sicuramente deve essere nelle pareti, in qualche pietra non messa bene.
Pacifico, per cercare il passaggio segreto, mette la mano in un buco e ci tira fuori un pipistrello, seguito all'improvviso dai suoi compagni.
La ciurma, per fermare i volatili tira verso di loro bastoni e berretti e quelli che volano, vedendo cadere gli altri, cercano di scappare, ma hanno paura di uscire, perché nel piazzale fuori ci sono i ragazzi di Porta Vecchia.
La squadra si sta divertendo così tanto, che si è quasi dimenticata del tesoro.
Ecco che, mentre cercano il bottino, vedono penetrare tre luci.
Panzalunga esclama:- Eureka! Eureka! Ho trovato la parete per passare dove si nasconde il tesoro!!!
Il gruppo si precipita da quella parte e dopo aver spostato una pietra nera e lucida, appare davanti a loro una stanza a forma di cubo, con odore di muffa e terra.
Intanto all'esterno della stanza si sentono delle voci umane. Un uomo, credendo che nella stanza ci fossero delle galline, apre.
Vedendo i ragazzi, spara un colpo a vuoto; Pacifico, sentendo il colpo, grida.
Le cinque birbe, insieme a Riff, prendono i loro bagagli e tornano indietro imbucando la galleria.
I nostri sono a metà percorso e di nuovo si accorgono che i massi che avevano spostato prima sono caduti giù.
Questa volta ci mettono un po' di più a sollevarli, ma con il loro impegno, ce la fanno.
Per assicurarsi che i massi non crollano, fanno passare per primo Riff e poi passano loro.
Usciti dal cunicolo, tirando un sospiro di sollievo, tornano a casa, anche se hanno fallito la missione.
La ciurma, però, si ripromette che prima o poi ritornerà a cercare il tesoro.

Luca  & Madda , seconda B.

Postato da: icfarrari a 11:39 | link | commenti (3) | finestra commenti (3) | Home blog
recensioni di libri, territorio e folclore

:. Ho visto un film .:

X- Men

Wolverine, un mutante provvisto di artigli e di un fattore rigenerante, non ha alcun ricordo del suo passato a parte due piastrine militari con su scritto: Wolverine in una e Logan nell'altra.
Logan si ritrova nella scuola per mutanti del professor X dopo essere stato aggredito, insieme a Rogue che è una mutante che assorbe l'energia vitale o i poteri con il tatto, da un mutante chiamato Sabretooth  ,ma quest'ultimo viene scacciato da Ciclope e da Tempesta  che sono due mututanti allievi del professor Xavier. Wolverine alla scuola incontra Jean Grey per cui nutre un sentimento speciale. Intanto Magneto, un mutante in grado di controllare il metallo che ha avuto una brutta esperienza con gli umani e vuole vendetta, ha rapito il senatore Kelly , che è contro i mutanti, e lo usa come cavia per un suo esperimento durante il quale, il senatore, diventa un mutante.
Kelly usando il suo nuovo potere gommoso fugge e raggiunge la scuola di Xavier  dove viene assistito.
Xavier crede che magneto voglia Wolverine e per questo lo tiene nella scuola promettendogli che se avesse fatto così lo avrebbe aiutato a scoprire il suo passato. Wolverine durante il sonno ha degli incubi che riguardano sul suo trapianto di adamantio e per sbaglio si sveglia e ferisce  Rogue che lo tocca e gli assorbe il suo fattore rigenerante  per curarsi. Credendo che tutta la scuola la odi  , Rogue, scappa, ma viene rintracciata da Xavier che usa Cerebro che é una macchina in grado di rintracciare ogni mutante del mondo. Logan la raggiunge, però Magneto arriva e rapisce Rogue.
Mystiqua  , mutante mutaforma  alleata di Magneto avvelena Cerebro. Xavier lo usa e perde i sensi mentre Kelly muore, la macchina di Magneto ti trasforma in un mutante uccidendoti.
Jean usa Cerebro e rintraccia Rogue a Liberty Island dove si trova la Statua della Libertà. Gli X -Men    raggiungono Magneto scoprendo il suo piano: usare Rogue per dare più energia alla macchine grazie al suo potere. Gli X - Men   si liberano e  Logan uccide Sabretooth  recuperando le sue piastrine.
Wolverine con un aiuto da parte da Tempesta e
Jean sconfigge Magneto che viene rinchiuso in una prigione di plastica dove il suo potere non ha effetto. Xavier aiuta Logan a scoprire il suo passato mandandolo ad Alkali Lake dove si trovano oscuri segreti per Wolverine...

Giacomo 2B IC "Ferrari" Pontremoli.

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recensioni di film

sabato, maggio 23, 2009
:. Bancarellino 2009 .:

OGGI SI È SVOLTA A PONTREMOLI

LA 52a EDIZIONE DEL "BANCARELLINO"

PREMIO LETTERARIO DI LETTERATURA PER RAGAZZI.

LA GIURIA, COMPOSTA DA BAMBINI DI SCUOLE SECONDARIE D'ITALIA, CON UN RAPPRESENTANTE DI

QUELLA DI PONTREMOLI, HA PREMIATO, PER ALZATA DI LIBRO:

GUIDO SGARDOLI,

ELIGIO S. I GIORNI DELLA RUOTA,

GIUNTI. 

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eventi, avvisi e compiti, territorio e folclore

:. I passaporti d'Archivio .:

Certificato per il passaporto

Siamo andati a consultare documenti del periodo napoleonico presso l'Archivio di Stato Un passaporto del 1812. di  Pontremoli. Ne abbiamo fotografato uno: è un passaporto per il lavoro agricolo del 5 maggio 1812, quando il comune di Pontremoli era una sotto-prefettura, quella del Dipartimento degli Appennini e dipendeva dalla prefettura di Chiavari.
I passaporti erano come dei lasciapassare e servivano per uscire dal comune e transitare nelle zone dell' Appennino oppure in altri comuni come Terrarossa o Borgotaro.
In questi passaporti veniva descritta la persona che doveva effettuare questo "viaggio" nei minimi particolari ad esempio il colore dei capelli, degli occhi, della barba, la forma del mento, della fronte ecc...; la cosa che ci ha colpito di più è che tutte le persone erano solitamente contadini di bassa statura che dovevano compiere un viaggio di lavoro. Ci siamo divertiti molto a cercare il passaporto di una persona che non facesse il contadino, ma non l'abbiamo trovato.
Un' altra cosa molto interessante nella descrizione dell' aspetto fisico sono i segni particolari, che perfezionavano meglio il profilo della persona.
I passaporti sono divisi in due pagine: la prima, il vero e proprio passaporto, è scritta in francese ( perchè l'Italia faceva parte dell'Impero di Napoleone e quindi era sotto il dominio francese), mentre la seconda era una richiesta per il lasciapassare ed era scritta in italiano.
Metà del passaporto veniva consegnato alla persona che doveva effettuare il "viaggio" e l'altra metà veniva lasciata all'Archivio della polizia generale dell'Impero.

Madda  & Chiara , seconda B.

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laboratori, schede di storia geografia

:. Ho letto un libro .:

Scheda di lettura

Titolo: La ragazza col violino.
Casa editrice e anno di stampa: Mondadori junior 1991.
Autrice: Virginia Euwer Wolff.
Argomento: Allegra Shapiro suona il violino in modo veramente straordinario, tanto da partecipare alle finali del più importante concorso di musica. Suonerà il concerto numero 4 di Mozart con passione, poesia e amore. Dedicherà tutto questo alla sua bisnonna, morta giovanissima in un campo di concentramento e...
Luogo: Portland.
Protaganista: Allegra Shapiro.
Altri personaggi: i genitori, fratellone, Celesti Numi, il signor Impiccio, Sarah, Jessica, Karen, Christine, Steve Landauer, Myra, Ezra, il signore e la signora Kaplan, Deidre, Elter Bubbe Leah, Bubbe, Raisa ...
Giudizio: questo libro mi è piaciuto tantissimo perché è molto descrittivo e veramente coinvolgente.
È un vero viaggio interiore pieno di poesia, passione e amore che aiuta chi lo legge a capire se stesso per mezzo di molte riflessioni. Lo consiglio a chi ha bisogno di sicurezza, perché questo bellissimo libro è capace di rafforzare l' autostima di chi lo legge.
Il mio voto è : 10!

Delia.

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